STUDI E RAPPORTIAll'Accedemia scientifica aderiscono professori delle varie università italiane, studiosi, tecnici delle più svariate materie ambientali, tutti in comunicazione tra loro attraverso la rete web. Gli stessi approfondiscono le varie materie, le verificano ed intervengono con atti e documentazioni ufficiali al nome del Movimento Azzurro.

Presiede l'Accademia scientifica
Rocco Chiriacocoadiuvato da
Maurizio Cotti Piccinelli e
Alberto Fasciolocoordinatore
Marco Emanuele
L'acqua madre dei Diritti Umani
Conferenza sull'acqua organizzata a Livorno da Roberto Meini, presidente della locale ecosezione del Movimento Azzurro, e vicepresidente nazionale del movimento stesso. Hanno partecipato all'evento le istituzioni regionali, provinciali e comunali, e sono intervenute personalità del mondo economico, giuridico, ambientale e culturale in genere.
Energia: una sfida etica
Risorse forestali, Siccità, Desertificazione
AMBIENTE: RISORSE FORESTALI E LOTTA ALLA SICCITÀ E ALLA DESERTIFICAZIONE
La desertificazione rappresenta una delle conseguenze più preoccupanti del fenomeno del surriscaldamento del pianeta. Si tratta di un fenomeno che ha colpito soprattutto le regioni del sud del mondo, accrescendone i drammatici livelli di precarietà, insicurezza alimentare e povertà. Ai fatti e alle conseguenze di questa grave problematica ambientale è dedicato il convegno "Risorse forestali e lotta alla siccità e alla desertificazione", organizzato dal Corpo forestale dello Stato, dall'Accademia Italiana di Scienze forestali e dalla Federazione Italiana Dottori Agronomi e Forestali presso l'Ispettorato Generale della Forestale. Tra gli argomenti al centro del dibattito, l'attività internazionale dell’Italia a supporto della lotta alla desertificazione, la copertura forestale e il contrasto al degrado nelle aree a rischio, le linee internazionali per contrastare il fenomeno della siccità e il ruolo e l'attività del Corpo forestale dello Stato per la lotta alla desertificazione. La diminuzione delle superfici boscate con la conseguente aridità del suolo è un problema sempre più discusso a livello mondiale. La desertificazione è funzione diretta delle varie azioni climatiche, degli incrementi di popolazione e della gestione forestale. Secondo studi recenti è emerso che in Italia oltre il 21 per cento del territorio nazionale è a rischio di desertificazione. Le precipitazioni negli ultimi 120 anni sono leggermente diminuite relativamente al numero dei giorni piovosi ma con una significativa crescita dell'intensità. Sono stati questi i principali temi affrontati da vari studiosi ed esperti del fenomeno. In particolare nel corso dell'incontro si è discusso del ruolo del Corpo forestale dello Stato per la lotta alla siccità e alla desertificazione. La Forestale, che sino agli anni '70 aveva realizzato cospicue opere di rimboschimento su tutto il territorio nazionale, negli ultimi tempi, nell’ambito delle proprie funzioni istituzionali, ha realizzato l’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi Forestali di Carbonio che ha messo in luce come i nostri boschi siano in grado di fissare 2,7 milioni di tonnellate di carbonio l’anno, pari a circa 10 milioni di tonnellate di CO2, per cinque anni. E’ stato anche sottolineato il ruolo attivo dell’Unione Europea nell’elaborazione di una normativa volta ad impedire il commercio illegale di legname, una delle principali cause di deforestazione. L’obiettivo di tutti i Paesi coinvolti è quello di contribuire ad arrestare la deforestazione del Pianeta entro il 2030 e di ridurre del 50 per cento la deforestazione tropicale entro il 2020.
Giornata internazionale dell'acqua
Etica - Ecologia - Economia
Il clima sta cambiando?
Tesi su San Giovanni Gualberto
di Rocco Chiriaco
Si trascrive ai fini di offrire elementi di riflessione e di azione nell'ambito delle problematiche ambientaliste.
12 miliardi gli alberi in Italia
Sono circa 12 miliardi gli alberi che costituiscono il polmone verde del nostro Bel Paese, quasi 200 per ogni italiano, con un valore medio di circa 1.360 alberi ad ettaro. È questo il risultato dell'Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio realizzato negli ultimi tre anni dal Corpo forestale dello Stato con il coordinamento scientifico del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Tra le regioni più verdi d'Italia spicca l'Emilia Romagna che vanta la media più alta per ettaro con 1.816 alberi, seguita dall'Umbria con 1.815 e dalle Marche con 1.779, mentre le meno popolate di alberi per ettaro sono la Valle d'Aosta con 708 e la Sicilia con 760. Tra le specie di alberi più diffuse il primato spetta al faggio con oltre un miliardo di esemplari che ricoprono quasi tutti gli Appennini.
I boschi italiani presentano un volume legnoso di oltre un miliardo e 260 milioni di metri cubi, mentre la biomassa presente supera gli 870 milioni di tonnellate di legname, pari a circa 435 milioni di tonnellate di carbonio stoccato.
Il numero degli alberi che ricoprono il nostro territorio, inoltre, assume un ruolo strategico all'interno dei meccanismi del Protocollo di Kyoto che impegna l'Italia a ridurre le emissioni dei gas serra responsabili del surriscaldamento del Pianeta.
L'anidride carbonica assorbita dai boschi può essere contabilizzata e contribuire al raggiungimento degli impegni assunti dall'Italia: la componente di carbonio forestale calcolata dal Protocollo di Kyoto è quantificata in circa 750 milioni - 1 miliardo di euro per il primo periodo di impegno 2008-2012 per la sola parte relativa alla gestione forestale a cui si potrà aggiungere la quota relativa all'espansione naturale dei boschi. Il Protocollo di Kyoto consente di scaricare dal totale delle emissioni di gas serra il volume di legno che si trova nelle nostre foreste, compresi gli alberi morti. Un volume che cresce dello 0,3% l'anno, di 4 metri cubi per ettaro. In questo modo potranno esser detratte dalle nostre emissioni circa 25 milioni di tonnellate di carbonio, risparmiando due miliardi e mezzo di euro di sanzioni. Anche per questo la conoscenza puntuale e dettagliata degli ecosistemi forestali assume un valore di straordinaria importanza, mai considerata prima.
Tutte le caratteristiche forestali investigate sono state analizzate e stimate a livello nazionale e regionale con una precisione molto elevata. I rilievi hanno riguardato le foreste nella loro totalità, nonchè le loro suddivisioni principali quali quelle per composizione, struttura e forme di gestione. "Si tratta di un lavoro innovativo con margini di errore molto bassi, intorno all'1 per cento su scala nazionale - dichiara Cesare Patrone, Capo del Corpo forestale dello Stato. Dal punto di vista tecnologico sono state utilizzate apparecchiature GPS e sistemi GIS, tecnologie che si avvalgono dell'ausilio satellitare per il raggiungimento, l'individuazione e l'analisi sul campo di circa 37 mila punti di rilevamento per i vari parametri. Oltre 300 mila i punti inventariali esaminati e più di 400 i Forestali impegnati nella realizzazione dell'Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio. I boschi in Italia sono in continua espansione - conclude Cesare Patrone - così come i crediti di carbonio previsti dal Protocollo di Kyoto. Questi nuovi boschi, però, non possono essere abbandonati, ma devono essere oggetto di una politica di gestione forestale sostenibile, al fine di preservarli dagli incendi e da altri fenomeni naturali degradativi".
Rallentano i biocarburanti
ENERGIA: ERNST & YOUNG, RALLENTA CRESCITA MONDIALE DI BIOCARBURANTI, ITALIA DECIMA PER INVESTIMENTI NEL SETTORE
Rallenta a livello mondiale la crescita del settore dei biocarburanti. Nel terzo trimestre del 2007 l'aumento dei prezzi della produzione di carburanti "verdi" da materie prime e l'espansione della capacità produttiva, che ha superato i livelli della domanda, hanno fatto registrare un rallentamento degli investimenti nel settore. È quanto emerge dalla ricerca "Biofuels Country Attractiveness Indices" della Ernst & Young, società attiva nei servizi professionali. Il rallentamento, spiega lo studio, è particolarmente evidente nei principali mercati, quali Stati Uniti, Europa e Brasile.
Nonostante i livelli record raggiunti dal prezzo del greggio, con il conseguente potenziale rafforzamento della domanda in tutto il settore dei biocarburanti, il peggioramento delle condizioni dell'economia globale ha posto un freno agli investimenti. E nella classifica globale di Ernst &Young, l'Italia perde una posizione, scendendo dal nono al decimo posto. "Se da una parte il lento progresso registrato nell'avanzamento di alcuni dei decreti attuativi relativi ai biocarburanti fa ben sperare - commenta Daniele Agostini, senior manager di Ernst & Young - dall'altra la natura globale del mercato dei biofuels non perdona".
Secondo Agostini, "ad una normativa italiana che purtroppo continua ad accumulare ritardi in fase attuativa, si aggiungono le difficoltà sperimentate dal mercato tedesco che influenzano l'export italiano. Il risultato - spiega - è la perdita di punti rispetto ad altri paesi come alcune delle tigri asiatiche, come la Thailandia, che si vanno facendo sempre più dinamiche alla luce di vantaggi competitivi nella parte alta della filiera".
"Le difficoltà rilevate - spiega Jonathan Johns, a capo della divisione Renewable Energy di Ernst & Young - ci inducono a prevedere un periodo di consolidamento nei mercati di Europa e Stati Uniti. Saranno i produttori a basso costo e coloro che dispongono di un significativo sostegno finanziario a superare più facilmente questo momento".
Pur rimanendo gli Stati Uniti al vertice degli indici, gli investimenti nel settore dei biocarburanti, secondo l'analista, risentono non soltanto dei prezzi elevati della produzione di carburanti da materie prime e della sovraproduzione esistente, ma anche delle difficoltà della catena di distribuzione. "Negli Stati Uniti - sottolinea Johns - il rallentamento della crescita è stato accompagnato dall'insorgere di rallentamenti nella catena distributiva. A causa degli alti volumi coinvolti, infatti, i produttori stanno incontrando difficoltà nel trasporto dei biocarburanti, oltre che dei combustibili fossili tradizionali".
Il Regno Unito mantiene la sua posizione di settima destinazione preferita per gli investimenti nei biocarburanti, interesse che verrà rafforzato dalla conversione in legge della direttiva Renewable Transport Obligation (Rfto), che impone ai produttori di carburanti che il 2,5% del fatturato per il periodo 2008-2009 provenga da fonti rinnovabili. "Alla fine di ottobre - aggiunge Johns - la Rtfo è stata approvata con un'ampia maggioranza dal parlamento britannico. Si tratta di un forte segnale per gli investitori che il Regno Unito prende in seria considerazione il ruolo futuro dei biocarburanti nel ridurre la dipendenza del Paese dai combustibili fossili".
Il mercato dei biocarburanti, continua l'analista di Ernst & Young, "è regolato da specifiche normative politiche nazionali, spesso discordanti tra loro a livello internazionale. Ma, a differenza delle altre fonti energetiche, i biocarburanti sono una commodity esportabile e, di conseguenza, una discontinuità nelle politiche di sostegno avrebbe come risultato uno squilibrio nei mercati nei momenti di crescita del commercio internazionale".
E il dibattito relativo al B99, mix di carburante contenente il 99% di biodiesel, attualmente in corso in Europa, "solleva i problemi che deriverebbero per lo sviluppo sostenibile del settore dei biocarburanti affidabili. Questa problematica - spiega Johns - vede i produttori statunitensi sovvenzionare il consumo di biodiesel nella Ue, mettendo a repentaglio la produzione interna".
Per il responsabile della divisione Renewable Energy di Ernst & Young il futuro del settore "dipende dalla collaborazione a livello governativo finalizzata alla messa a punto di meccanismi ambientali in grado di integrarsi reciprocamente, in modo da promuovere la sostenibilità del settore. In assenza di una simile pianificazione - conclude - sarà difficile per la legislazione in materia di biocarburanti centrare gli obiettivi di qualunque stakeholder, estero o nazionale".
Come sostituire il petrolio con il solare
ENERGIA: SOLARE; COME SOSTITUIRE PETROLIO IN 3 MOSSE
Il "grande piano solare" proposto da Scientific American, che permetterebbe di ottenere fino al 69% dell'energia elettrica dal Sole entro il 2050, si basa su tecnologie già presenti sui mercati. Ecco come raggiungere l'obiettivo in tre mosse.
- FATTORIE SOLARI: secondo le proiezioni degli esperti le celle a tellururo di cadmio, quelle meno costose fino a questo momento, raggiungeranno entro pochi anni un costo competitivo con il petrolio. Il piano ne prevede circa 80mila metri quadrati (sedici campi da calcio) capaci di produrre 1500 Gigawatt di energia. I restanti 1500 sarebbero prodotti con il metodo del solare a concentrazione. La zona più adatta individuata negli States è l'Arizona, che come la nostra Sicilia è poco abitata e ricca di Sole.
- CAVERNE PRESSURIZZATE: il problema principale per l'energia solare è come immagazzinarla per produrre elettricità quando non c'è il Sole. La soluzione proposta è utilizzarla per comprimere l'aria all'interno di cavità naturali o artificiali.
L'aria compressa può venire poi impiegata per far girare le turbine di una centrale. Questo sistema è già in uso in Germania e negli Usa, e costa metà di una batteria tradizionale. Un altro metodo utilizzabile impiega alcuni sali fusi, che trattengono molto bene il calore.
- CORRENTE DIRETTA: l'energia solare non sempre può essere prodotta vicino alle zone di utilizzo. Questo rende necessario studiare nuovi metodi di trasmissione: quello più adatto prevede la costruzione di linee ad alto voltaggio e a corrente continua, molto più efficienti di quelle tradizionali a corrente alternata, e già utilizzate ad esempio in alcune centrali eoliche.
Edilizia ecologica
ECO-ENERGIA: ENEA, CASE ITALIANE LE MENO EFFICIENTI IN EUROPA
ROMA, 21 gennaio 2008 - Le case italiane sono le meno efficienti in Europa sul fronte dei consumi energetici. Il 60-65% del parco immobiliare risale al periodo fra gli anni '50 e '80, e viene definito "drammatico" da questo punto di vista.
Nel bilancio generale, il nuovo che si costruisce è una percentuale minima rispetto all'esistente, circa l'1% annuo.
Questa la fotografia generale tracciata dall'Enea sul fronte dell'edilizia residenziale. Di qui l'impegno dell'ente nel fornire tecnologia per progetti sul nuovo e di riqualificazione dell'esistente che facciano da esperienze pilota con i privati.
Inoltre, viene affiancata la pubblica amministrazione per indirizzi nella normativa e per l'utilizzo di tecnologie "intelligenti".
"Considerando i consumi complessivi di una casa italiana la media oscilla fra i 200 e i 250 kw/h per metro quadro all'anno" spiega Gaetano Fasano, del dipartimento tecnologie risparmio energetico (Ter) dell'Enea. "Valutando la normativa vigente sulla base della certificazione energetica, che ha come criteri la produzione di acqua calda sanitaria e il riscaldamento - aggiunge l'esperto - senza elettricità, condizionamento estivo e consumi da elettrodomestici, attualmente il consumo medio è di 160/180 kw/h per metro quadro l'anno, quando una casa efficiente dovrebbe avere una media intorno ai 60/65 kw/h per metro quadro l'anno".
Come rendere le case più efficienti dal punto di vista energetico? "Un 60-70% dei consumi si risparmia con interventi sull'isolamento delle pareti esterne - spiega Fasano - la sostituzione del serramento (finestre, avvolgibili, ecc ); l' isolamento di tutte le superfici di copertura; cambio impianti riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria. A tutto questo si collega poi un sistema domotico, cioè di gestione intelligente delle utenze della casa: un microprocessore che gestisce l'impianto elettrico e l'impianto di riscaldamento e raffrescamento".
Per il futuro "è chiaro che il certificato energetico dovrà tenere conto anche dei consumi legati alla stagione estiva e all'impianto di illuminazione, perchè costituiscono una parte significativa dei consumi".
Impianti biogas
AGROENERGIA, IN ITALIA 500 IMPIANTI DI BIOGAS NEI PROSSIMI 2 ANNI
Bioenergie in vetrina a Verona. Il numero uno di Agroenergia, Andrea Pannocchieschi d'Elci, prevede che nell'arco dei prossimi due anni, gli impianti di biogas in Italia saranno almeno 500 in più rispetto ad ora, garantendo una produzione ulteriore di energia pulita pari a 250 Megawatt, per i quali saranno necessari circa 100mila ettari di superficie marginale coltivati a biomassa.
La società Agroenergia ha presentato KWerde (si legge chiloverde), il marchio che certifica l'origine assolutamente da fonti agricole rinnovabili dell'energia prodotta. Creando KWerde - ricorda Piero Gattoni segretario generale di Agroenergia - abbiamo anticipato le indicazioni contenute in Finanziaria 2008 e che sono in attesa dei decreti attuativi, ma che prevedono l'obbligo della tracciabilità per i certificati verdi e premiano in termini economici l'energia verde prodotta dalle filiere corte, in un raggio di 70 chilometri.
Indagine UPS, Italia meno attenta secondo manager
In Europa è l'Italia il Paese meno attento all'ambiente, mentre Germania e Svezia conquistano la vetta a pari merito nella classifica delle nazioni europee più verdi ottenendo il 23% ciascuna del totale dei voti. Questo quanto emerso dall'edizione 2007 dell'Ups Europe Business Monitor, un'indagine che ha coinvolto 1.451 dirigenti di un campione rappresentativo delle principali aziende in Europa, fra Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna.
Secondo questi dati, a dare un brutto voto all'Italia contribuiscono un terzo dei propri manager, con il 14% dei voti totali. Il Belpaese finisce in fondo alla classifica, dietro Grecia (11%) e Federazione Russa (9%). Più patriottici i tedeschi, che invece decretano il successo della Germania con il voto di metà dei loro dirigenti (48%), mentre i più colpiti dalla Svezia sono gli intervistati in Belgio, Regno Unito e Italia. Dalla fotografia scattata da Ups, secondo il 59% dei manager in Europa non tutto è perduto nella corsa per salvare il Pianeta. Qui si distacca la Germania, dove l'86% dei manager ritiene che sia troppo tardi per evitare che il riscaldamento globale cambi il mondo.
Oltre la metà degli intervistati in tutti gli altri Paesi sono, invece, ottimisti. Si va da una punta massima del 76% nei Paesi Bassi al 57% degli intervistati nel Regno Unito. Allo stesso tempo, l'83% dei dirigenti in Germania crede che le preoccupazioni per l'ambiente siano fondate, percentuale vicina a quella dei top manager in Europa (75%). Per quasi un quarto degli intervistati (23%) invece si tratta di discorsi campati in aria. I più scettici? Sono in Belgio e Italia (con un 29% ciascuno) e Regno Unito (27%). In Germania i meno scettici, con solo un 17% che dichiara che le preoccupazioni per l'ambiente sono esagerate. A chi affidarsi per ecoregole? Per il 43% dei dirigenti dovrebbe essere l'Ue l'autorità predisposta a definire standard ambientali obbligatori per l'industria.
Progetto per interventi di disinquinamento dei fondali dei porti pescherecci turistici nei Comuni siciliani di San Vito Lo Capo, Castellammare del Golfo, Termini Imprese e Sant'Agata di Militello
In collaborazione con l'Unci Pesca.
Audizione del M.A. Camera dei Deputati - Commissione agricoltura
Decreto Legge 16 agosto 2006, n. 251
Disposizioni urgenti per assicurare l'adeguamento dell'ordinamento nazionale alla direttiva 79/409/CEE
in materia di conservazione della fauna selvatica.
QUALI POLITICHE ENERGETICHE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE?
Resoconto convegno - Dott. Ing. A. Capriati
Vincenzo Larocca - Steam Explosion
L'ing. Vincenzo Larocca sintetizza la sua tesi di laurea a seguito della sperimentazione svolta presso il Centro Ricerche Enea di Trisaia di Rotondella (MT) dal titolo: "
Recupero della frazione di emicellulosa, cellulosa e lignina da biomassa pretrattata mediante Steam Explosion".
Fitodepurazione - Comune di Forano (Ri)
Tra i progetti di depurazione delle acque, particolare rilievo assume la fitodepurazione.
L'inaugurazione di un impianto nel Comune di Forano in Sabina, realizzato dalla società Codra Mediterranea, offre l'occasione per una descrizione scientifica dell'impianto in questione.
Movimento Azzurro Convegno sull'energia - Potenza, 8 ottobre 2005
Documentazione e relazioni dal Convegno sull'energia svoltosi a Potenza - Rifreddo.
Convegno "A misura di natura"
Sono stati pubblicati gli atti del convegno internazionale "Evoluzione della normativa ambientale in ambito europeo e ricadute sul territorio" svoltosi a Palermo il 23 Marzo 2005. Il volume contiene l'introduzione di Corrado Monaca, vice presidente del Movimento Azzurro e di Francesco Cascio, vice presidente della Regione Sicilia e assessore regionale al territorio e ambiente. Si sono quindi succedute le relazioni di Amodeo Postiglione, Magistrato di Cassazione, presidente ICEF e vice presidente della Corte Europea dei Magistrati per l'Ambiente, il quale si è soffermato sulla "evoluzione della normativa e della giurisprudenza in ambito ambientale in Italia e in Europa". "L'ambiente nella letteratura internazionale" è il tema trattato da Neria De Giovanni, presidente associazione internazionale dei critici letterari - Parigi, e responsabile del settore scuola e formazione del Movimento Azzurro. In particolare la relatrice si è soffermata sulle esperienze dei "Parchi letterari e dei Parchi dello Spirito", promossi dal Movimento Azzurro. Una esperienza europea è stata presentata da Nikolaj Svejstrup, membro del Danish Outdoor Council - consigliere del Danish Park Team, con la relazione "lo sviluppo di un modello danese di parco nazionale basato sul dibattito pubblico". Paolo Giuntarelli, professore di sociologia dell'ambiente - Università Tor Vergata di Roma e direttore dell'ente regionale "Roma Natura" ha trattato il tema "l'impatto della giurisprudenza sulla società italiana ed europea". Sono intervenuti inoltre con proprie comunicazioni Angela Figura, vice presidente Eurispes di Ragusa; Ignazio Marinese, dirigente generale del dipartimento Territorio e Ambiente della Regione Sicilia; Sergio Marino, direttore generale Agenzia Arpa Sicilia; Paolo Ascani del Movimento Azzurro; Giulio Marino, segretario nazionale della Fee - Bandiere Blu Italia, il quale si è soffermato su "ambiente e turismo alla luce delle nuove direttive comunitarie". "Le attività di cooperazione allo sviluppo in ambito ambientale europeo della Regione Sicilia" è il tema trattato da Antonio Picendo della presidenza della Regione Sicilia. Sono intervenuti anche Constantin Sarbulescu e Carmen Adela Semen entrambi rumeni sui temi della "cooperazione transnazionale".
Ministero dell'Ambiente - Legge 15.12.2004 n.308 art.1 comma 11
Il Movimento Azzurro partecipa al gruppo di coordinamento con quattro relazioni riferite alla tutela delle acque dall'inquinamento e gestione delle risorse idriche; tutela dell'aria e riduzione delle emissioni in atmosfera; gestione dei rifiuti e bonifica dei siti contaminati; tutela risarcitoria contro i danni all'ambiente, elaborati dal Dott. Ing. Andrea Capriati, coordinatore dell'Accademia Scientifica del Movimento Azzurro,
e dalla Dott.ssa Ing. Giulia Costa.
Anno Internazionale dell'Acqua
Nell'ambito del programma convegnistico dell'anno 2003 non poteva mancare un appuntamento importante sul tema acqua, questo elemento naturale fondamentale ed essenziale per ogni forma di vita biologica sul pianeta Terra, la cui tutela tanto appassionò nel suo impegno politico l'on. Merli, fondatore del Movimento Azzurro, da far si che il suo nome venisse legato inscindibilmente alla legge di tutela delle acque, varata dal Parlamento italiano nel 1976.
Primo provvedimento organico legislativo per la tutela di un bene naturale collettivo, la legge 10 maggio 1976 n.319, detta Legge Merli, ebbe una portata sociale ed economica così rilevante e rivoluzionaria tale da far definire il suo estensore, in quegli anni di aggressione indiscriminata al patrimonio naturale nel nostro Paese, padre dell'ecologia italiana.
Metapontino: scorie nucleari
Sicurezza rifiuti: valutazione delle ricadute su Scanzano Jonico riferita al territorio individuato per deposito scorie nucleari.