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5 Giugno – Giornata Mondiale dell’Ambiente

La Giornata mondiale dell’ambiente è un evento globale guidato dalle Nazioni Unite,
che si svolge il 5 giugno di ogni anno
ed è celebrato da migliaia di comunità in tutto il mondo.

Giornata dell’Ambiente

Giornata dell'AmbienteGiornata dell'Ambiente

Già dal 15 marzo u.s. al Forum per l’Ambiente a Nairobi, il capo della delegazione cinese, Zhao Yingmin, Vice Ministro dell’Ecologia e dell’Ambiente, e Joyce Msuya, Capo facente funzione delle Nazioni Unite, hanno annunciato congiuntamente che la Cina ospiterà le celebrazioni della Giornata mondiale dell’ambiente il 5 giugno 2019 con un tema di inquinamento atmosferico.
Circa 7 milioni di persone in tutto il mondo muoiono prematuramente ogni anno a causa dell’inquinamento atmosferico, con circa 4 milioni di questi decessi verificatisi nell’Asia-Pacifico.

La Giornata mondiale dell’ambiente 2019 solleciterà governi, industrie, comunità e individui a riunirsi per esplorare le energie rinnovabili e le tecnologie verdi e migliorare la qualità dell’aria nelle città e nelle regioni di tutto il mondo.

Giornata dell'AmbienteGiornata dell'Ambiente

Il governo della Cina si è impegnato a organizzare le celebrazioni della Giornata mondiale dell’ambiente in diverse città, con Hangzhou, nella provincia di Zhejiang, per ospitare l’evento principale.
Dopo le questioni critiche come l’interruzione dello spreco alimentare e la promozione della diffusione delle auto elettriche, le Nazioni Unite presenteranno il 5 giugno la pubblicazione di un rapporto di revisione di 20 anni di controllo dell’inquinamento atmosferico a Pechino.

Giornata dell'AmbienteGiornata dell'Ambiente

“La Cina sarà una grande festa mondiale delle celebrazioni della Giornata mondiale dell’ambiente 2019”, ha detto Joyce Msuya. “Il paese ha dimostrato una straordinaria leadership nell’affrontare l’inquinamento atmosferico a livello nazionale. Ora può aiutare a spronare il mondo ad una maggiore azione.
L’inquinamento atmosferico è un’emergenza globale che colpisce tutti. La Cina ora guiderà la spinta e stimolerà l’azione globale per salvare milioni di vite “.

Giornata dell'AmbienteGiornata dell'Ambiente

La Cina, con il suo crescente settore dell’energia verde, è emersa come leader del clima. Il paese possiede metà dei veicoli elettrici del mondo e il 99 percento degli autobus elettrici del mondo. Ospitando la Giornata mondiale dell’ambiente 2019, il governo cinese sarà in grado di mostrare la sua innovazione e il suo progresso verso un ambiente più pulito.

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Secondo un nuovo rapporto delle Nazioni Unite sull’inquinamento atmosferico in Asia e nel Pacifico, l’attuazione di 25 politiche tecnologiche potrebbe portare a una riduzione del 20% del biossido di carbonio e una riduzione del 45% delle emissioni di metano a livello mondiale, portando a un terzo di grado Celsius risparmio del riscaldamento globale.

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Mondo in pericolo. Italia senza risorse. Biodiversità a rischio, animali e piante in via di estinzione.

Da una nota di “Remocontro – La virtù del dubbio”

Biodiversità

Mondo in pericolo. Italia senza risorse.

Biodiversità a rischio, animali e piante in via di estinzione.

Di Alessandro Fioroni

BiodiversitàBiodiversità

Nel 1992 fu stipulata la Convenzione sulla diversità biologica, 200mila aree del pianeta furono considerate protette e cioè libere da qualsiasi attività umana che ne potesse alterare l’equilibrio.
A distanza di anni però l’obiettivo non è stato raggiunto e, al contrario, molte di quelle aree sono considerate in pericolo.
Quella che viene definita pressione antropica, l’intervento dell’uomo, sta al contrario determinando danni ingentissimi.
Estrazione mineraria, disboscamento, agricoltura, sono le attività maggiormente impattanti sulle aree protette.
. Il punto sulla situazione è stato fatto il 22 maggio scorso, in occasione dell’annuale Giornata mondiale della biodiversità. In quella data il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres ha dichiarato che il «benessere e la prosperità delle persone, oggi e in futuro, dipendono dalla presenza di una ricca varietà di vita sulla terra».
Un invito alle 196 nazioni che hanno promesso di proteggere il patrimonio mondiale della natura ma che negli ultimi anni non stanno rispettando l’accordo che prevedeva “la conservazione della biodiversità, l’uso sostenibile delle sue componenti e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche”.

BiodiversitàBiodiversità

Lo studio di Science
Quella che viene definita pressione antropica, l’intervento dell’uomo, sta al contrario determinando danni ingentissimi.
Estrazione mineraria, disboscamento, agricoltura, sono le attività maggiormente impattanti sulle aree protette. La rivista Science ha pubblicato uno studio nel quale viene calcolato che l’uomo sta tradendo l’accordo in almeno 6 milioni di chilometri quadrati dei paradisi della biodiversità.
L’impronta ecologica umana, anche se pesa sulle aree protette per la metà rispetto al territorio non vincolato, sta avendo effetti importanti soprattutto nelle aree più densamente popolate di Europa occidentale, Asia meridionale, Africa.
Uno scienziato dell’Università del Queensland in Australia, James Watson, ha mostrato quello che sta succedendo secondo otto parametri, come presenza di strade, agricoltura intensiva, illuminazione stradale, rete elettrica.
Il risultato è sconfortante: solo il 10% delle aree prese in considerazione è risultato libero dall’azione dell’uomo, si salvano solo alcune aree che si trovano in territorio difficilmente raggiungibili in Russia e Canada. Con questo ritmo di sfruttamento delle risorse naturali il 30% delle specie si estinguerà nei prossimi 50 anni.

BiodiversitàBiodiversità

Estinzione di massa
Il pericolo di un’estinzione di massa è quello che maggiormente si sta cercando di scongiurare, e a provocarlo è proprio la distruzione della biodiversità. Le attività di caccia e pesca, inquinamento, distruzione degli habitat naturali, diffusione di specie invasive non avevano mai raggiunto un tale livello come quello attuale.
Dal 1500 a oggi, la terra ha perso 765 specie, di cui 79 mammiferi, 145 uccelli e 36 anfibi
Ma l’allarme non suona solo per animali e piante, il declino della biodiversità porta con se altri grandi problemi. Eliminare la differenza biologica nelle varie aree del pianeta infatti, provoca anche rischi alla sicurezza idrica, alimentare e sanitaria che possono a loro volta determinare risultati catastrofici per l’esistenza umana.

BiodiversitàBiodiversità

Italia senza risorse
Anche l’Italia non è immune dai pericoli che si stanno profilando nel prossimo futuro. Il 24 maggio si è calcolato che il nostro paese ha esaurito le risorse naturali a disposizione. Praticamente si consumerà più di quello che il nostro territorio mette a disposizione. Lo sfruttamento intensivo prevedibilmente si intensificherà e se non si corre ai ripari gli effetti non tarderanno a manifestarsi.
Al momento, secondo gli studi dell’Ispra (Istituto per la Protezione e Ricerca Ambientale), l’Italia ha perso 6 delle 672 specie di vertebrati censite. 3 sono uccelli, 2 pesci e un mammifero mentre altre 161 sono a rischio scomparsa.
Ad incidere sull’estinzione è soprattutto la diffusione incontrollata di specie aliene.
Solo nel Mar Mediterraneo il loro numero è più che raddoppiato tra il 1970 e il 2015, 150 nuove specie registrate negli ultimi 15 anni, con drammatiche previsioni per i prossimi anni.

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22 Maggio Giornata Mondiale della Biodiversita’- Papa Francesco :”Ogni creatura ha una funzione, nessuna è superflua”

Papa Francesco su Twitter il 22 maggio 2019

Ogni creatura ha una funzione, nessuna è superflua. Tutto l’universo è un linguaggio dell’amore di Dio, del suo affetto smisurato per noi: suolo, acqua, montagne, tutto è carezza di Dio.

Modica 18-19 Maggio -Festa dei Musei

Festa dei Musei: 18-19 Maggio

“La Notte dei Musei” torna, così come in tutta l’Europa, sabato 18 maggio p.v. Un’occasione per conoscere il nostro passato.L’evento proposto dal Movimento Azzurro al Castello dei Conti seguirà il seguente programma:
SABATO 18: ore 18:00
 Il Neolitico (ri)vive con il Movimento Azzurro. Visita guidata animata tra le riproduzioni del museo dell’associazione. Un viaggio straordinario nel passato, attraverso il quale scoprire gli aspetti della vita quotidiana e le primissime esperienze artistiche dell’uomo della preistoria.
Ore 20:00
 Apertura mostra “Primitivi?”
I popoli “primitivi” e il loro rapporto con la natura.
Ore 21:00
 Danza in cerchio e Musica delle piante. I presenti vivranno l’emozionante esperienza di ascoltare i suoni prodotti dalle piante e, guidati da una professionista, potranno danzare una coreografia ispirata alla natura e beneficiare dell’armonia interiore che la musica delle piante e la danza creano.DOMENICA 19: ore 10:30
 L’ultimo dei Chiaramonte: Nello splendido scenario del Castello dei Conti, il racconto della vita di Andrea Chiaramonte, l’ultimo della nobile dinastia che governò la Contea per circa un secolo, arrestato a tradimento e condannato a morte.
Ore 11:30
Dimostrazione di falconieri.
Ore 12:00
 Dimostrazione di combattimento medievale.Ore 19:30

 Vita a Modica ai tempi del castello. Partendo dalla lettura di semplici atti notarili conservati presso l’Archivio della Contea di Modica, scopriremo piccole curiosità della vita popolare nel 17° sec.

Successo dell’itinerario “Lo stupore e il fascino dei nostri quartieri”, organizzato dal Movimento Azzurro di Modica

Successo dell’itinerario “Lo stupore e il fascino dei nostri quartieri”, organizzato dal Movimento Azzurro di Modica

Significativo successo dell’itinerario “Lo stupore e il fascino dei nostri quartieri”, organizzato dal Movimento Azzurro di Modica sabato 13 Aprile scorso, che si è snodato partendo da Santa Maria di Betlem, vico Ragusa, via Santa Margherita, Chiesa di Santa Margherita, vico Savarino, vico Puma e infine la Badia con la Chiesa di San Francesco Saverio.
Una partecipazione numerosa, attenta ed entusiasta ha reso il percorso gradevole e interessante. Nelle soste programmate nei vicoli, a Santa Maria, a Santa Margherita e alla Badia, il Movimento Azzurro, anche in collaborazione del Centro studi Placido Carrafa, ha illustrato le caratteristiche, la storia, le tradizioni, il contesto sociale, antropologico, economico del quartiere e il ruolo da esso svolto nell’ambito cittadino. Sono state pure molto apprezzate le poesie di Puma Salvatore, del figlio Giuseppe, di Raffaele Grana Scolari declamate da membri del Movimento. Modica è la somma di tanti quartieri ed è auspicabile che essi vengano inseriti nel progetto turistico che la sta vedendo proiettata all’attenzione nazionale e internazionale-
Il Movimento Azzurro renderà nota la data del prossimo itinerario e ringrazia i partecipanti e quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.

“La valorizzazione del patrimonio arboreo monumentale del territorio ibleo”. Incontro organizzato dal Movimento Azzurro Modica

“La valorizzazione del patrimonio arboreo monumentale del territorio ibleo”
E’ questo il titolo dell’appuntamento del Movimento Azzurro presso l’ente Liceo Convitto di Modica, organizzato per venerdì prossimo (29 Marzo) alle ore 17:30.
Un albero monumentale, ovvero un albero che ha vissuto per parecchi secoli, (in alcuni casi più di un millennio!), è un albero che racconta la memoria, la storia e le leggende del suo luogo. Ci racconta del connubio con l’uomo, ci racconta, in alcuni casi, di artisti che lo hanno celebrato.
Ma esso è anche, e soprattutto, una creatura vivente, “padre” di un ecosistema che dona vita ad animali grandi e piccoli e ad altri esseri vegetali.
A volte incarna anche la figura del saggio, di una colonna divina insieme alla quale non ci sente mai soli: Abbracciare uno di questi alberi significa trovare un amico con il quale fare meditazione, trovare una fonte di energia positiva che fa stare meglio il corpo e l’anima.
Come si riconosce un albero monumentale? Ci sono leggi che lo tutelano, come si cura? Vorreste un bosco a Modica? Di questo e di tanto altro parleremo venerdì prossimo.
Al convegno interverrà Filippo Principato Dirigente generale del Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana. Relazionerà Francesco Alongi Dirigente dell’Unità Operativa 39 I.R.F. di Ragusa. Michele Caldarella illustrerà il progetto: “Un Bosco per la città”. E’ anche previsto, alla fine, uno spazio per chi volesse intervenire. (E’ necessario prenotarsi prima.)

Giornata Mondiale dell’Acqua 22 marzo

La giornata mondiale dell’acqua è stata istituita nel 1993 dall’Assemblea generale dell’ONU Indicata nel 22 marzo è oggi arrivata alla 27° edizione.

 

Si celebra oggi la Giornata Mondiale dell’acqua: certo non si può rimanere indifferenti ad un evento così importante per un bene comune che interessa tutta l’umanità e soprattutto mai così ricorrente, anche per il nostro Paese in conseguenza di tutti gli avvenimenti, purtroppo non positivi, che si sono succeduti negli ultimi anni.  Per noi è doveroso ricordare che ancora una volta in Italia siamo stati lungimiranti nell’adottare provvedimenti per la tutela di un bene naturale così importante e vitale, infatti già nel 1968, l’On. Gianfranco Merli, Fondatore del Movimento Azzurro, portò all’attenzione del Parlamento  l’importanza delle questioni ambientali e presiedendo una apposita Commissione interparlamentare promossa dal Governo, riuscì nel 1976 dopo due anni di intenso lavoro legislativo, a far approvare la prima legge organica sulla disciplina dell’uso delle acque e la tutela di questo primario bene naturale, in favore della salute de dell’ambiente più in generale. Bisognerebbe sempre cooperare e lavorare in sinergia, fra le istituzioni e le varie componenti politiche, quando al centro del confronto ci sono tematiche così importanti come quella appunto dell’ambiente e nello specifico dell’acqua.

http://www.movimentoazzurro.org

 

 

 

 

 

 

L’emergenza. Mattarella: «Salviamo subito il clima»

Allarme del presidente dai luoghi della tragedia del Vajont e degli alberi schiantati «Siamo sull’orlo di una crisi globale». Gli sforzi fatti? Sono ancora «insufficienti»

In visita nel Bellunese per un omaggio alle vittime della tragedia del 1963, il capo dello Stato ha sorvolato anche l’area colpita dalla recente tempesta di ottobre che ha provocato tre morti

I bambini di Rocca Pietore, il paese più distrutto, gli raccontano quant’è stata brutta la tempesta Vaia dell’ottobre scorso, più di 14 milioni di alberi schiantati. Il presidente Sergio Mattarella, dopo un volo in elicottero sui boschi che non ci sono più, sale sul palco del teatro comunale di Belluno, e conferma: «Siamo sull’orlo di una crisi climatica globale, per scongiurare la quale occorrono misure concordate a livello globale». In mattinata il capo dello Stato aveva reso omaggio alle 1.910 vittime del Vajont, pregando in cimitero col vescovo di Belluno-Feltre monsignor Renato Marangoni, ed i superstiti. Ma, in qualche misura, l’uomo ha delle responsabilità anche nell’uragano che solo in Veneto ha provocato un miliardo e 700 milioni di danni, oltre che 3 vittime. Gli sforzi compiuti nelle conferenze internazionali che si sono succedute a seguito degli evidenti mutamenti climatici – ha ricordato Mattarella – hanno sin qui «conseguito risultati significativi, ma parziali e ancora insufficienti».

Quindi, bisogna fare di più. E presto. Non sarebbe saggio limitarsi a considerare questi fatti nell’ordine della straordinarietà. Gli eventi estremi, ci riguardano, eccome. Si pensi che sul mercato europeo non ci sono soltanto gli 8 milioni e mezzo di metri cubi della tempesta che ha colpito l’Italia, ma altri 51 milioni, di eventi analoghi. Luca Zaia, governatore del Veneto, accompagnando il capo dello Stato in ricognizione dall’elicottero, gli spiega la complessità della bonifica; ci sono boschi inaccessibili, in valli impene-trabili, che marciranno a terra. Ma dove si è valutato che era possibile, si sta già intervenendo, magari con la neve alta mezzo metro. Il presidente invita a cercare soluzioni innovative, ma senza perdere di vista la ‘sapienza antica’, perché il disastro è sempre in agguato.

Zaia gli spiega le centinaia di cantieri in corso, per un investimento solo quest’anno di 409 milioni. E anche qui un consiglio di Mattarella: «Opere di contenimento e regimentazione se non suffragate dall’apprendimento delle precedenti esperienze, non ottengono risultati positivi ma al contrario opposti a quelli prefissati, violando equilibri secolari che vanno difesi. In caso contrario, – conclude il capo dello Stato – rischiamo di ritrovarci altre volte a piangere vittime, frutto non della fatalità ma delle drammatiche conseguenze di responsabilità umane. L’amara e indimenticabile esperienza del Vajont ce lo insegna ogni momento». Il Vajont, appunto. Quella ‘lezione’, con l’uomo che ha voluto superare se stesso, sembra non sia stata del tutto appresa. «Come ho detto questa mattina, al Cimitero di Fortogna, ai rappresentanti delle associazioni che di quella tragedia custodiscono la memoria – sottolinea Mattarella – la Repubblica è in qualche modo responsabile di quanto avviene sul suo territorio, e quindi ha motivo di scusarsi con chi ha sofferto le conseguenze di disastri di questo genere».

«Ma la Repubblica – conclude – è, al contempo, vittima anch’essa delle scelte e dei comportamenti di coloro che hanno concorso a causare immani sciagure come quella». Con un’altra annotazione, tutt’altro che marginale. Mattarella parla della montagna. Fa capire che ha gli stessi diritti della pianura, della città. Ma riconosce anche che le terre alte sono depositarie di una civiltà millenaria, fatta di «saggezza, fermezza e industriosità» che induce a non superare i limiti. Come appunto si è fatto sul Vajont. Mattarella, intanto, ha assicurato «tutto il sostegno e l’appoggio possibile» alla candidatura olimpica per il 2026 di Milano e Cortina, come richiesto da Zaia (il quale aveva posto anche il tema dell’autonomia, ma il capo dello Stato ha specificato che su questo tema sono al lavoro governo e Parlamento).

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/salviamo-subito-il-clima

Emergenza Terra. Clima, tanti cattolici in marcia

 

Ragazzi cresciuti in associazioni ecclesiali, oratori e scuole paritarie tra i protagonisti annunciati di oggi Il messaggio della «Laudato si’» sta lasciando il segno

Poco importa se in modo organizzato oppure con il proprio gruppo di amici o compagni di classe, senza etichette né divise. Quel che è certo è che tra i ragazzi che oggi saranno nelle piazze per le manifestazioni « Fridays for Future », a chiedere impegni concreti contro i cambiamenti climatici, molti fanno riferimento alle più diverse realtà ecclesiali, frequentano parrocchie o scuole cattoliche. Il frutto di un lungo lavoro educativo che ha trovato un perno nell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco.

«Ci credono e hanno voglia di farsi sentire: nei loro occhi c’è il desiderio di custodire il creato, di prendere in mano la situazione e garantire il futuro» sottolinea Alessandro Giardina, responsabile dell’Agesci del Friuli-Venezia Giulia che con il Comitato regionale ha scritto una lettera aperta a coccinelle, lupetti, guide, esploratori, scolte e rover sostenendo la loro partecipazione all’evento mondiale. «Questo non è uno sciopero ‘contro la scuola’ ma un’iniziativa per l’ambiente », aggiunge Alessandro, che ricorda come questa giusta causa sia nel Dna degli scout.

«L’articolo 6 della nostra Legge recita che la guida e lo scout amano la natura. E amare vuol dire prendersi cura, lavorare per qualcosa, migliorare. Gli occhi e i cuori di questi giovani dicono chi siamo stati, chi siamo e cosa abbiamo sognato». «C’è un senso di rabbia, di frustrazione e il desiderio di cambiare nei confronti del mondo degli adulti che gli sta rubando il futuro, come dice papa Francesco », gli fa eco Luca Paolini, insegnante di religione alla scuola media Giosuè Borsi di Livorno, che testimonia un’attenzione anche da parte di ragazzi di una fascia di età che non è mai coinvolta in manifestazioni di piazza.

«È la prima volta che sento dire ad alunni delle medie che vogliono esserci, che hanno chiesto ai genitori il permesso per partecipare. Questo significa che è qualcosa che loro sentono», osserva Paolini, animatore di Religione 2.0, frequentatissimo blog per insegnanti di religione. «La questione ecologica – rileva – oggi fa breccia, e quando si parla di ambiente, argomento trasversale alle diverse discipline, si ha la sensazione di sfondare una porta aperta ».

«Crediamo che le nuove generazioni possano dare un contributo reale al cambiamento: sta agli adulti e agli educatori accompagnarli e aiutarli dire la loro, a trovare soluzioni, ad attivare percorsi, a diffondere le buone pratiche » afferma Virginia Kaladich, presidente della Fidae, la federazione degli istituti paritari. «Da parte nostra – precisa – non c’è un’adesione come sigla, ma la cura della casa comune è una tematica che i nostri giovani e i nostri educatori hanno a cuore, come conferma l’impegno messo in atto con il progetto ‘Io posso’ che raccoglie la sfida degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030». Secondo Kaladich, infatti, «i ragazzi vanno aiutati a leggere la realtà e a prendere consapevolezza dell’apporto che possono dare perché, se sono incentivati, hanno grandi possibilità».

Fin da piccoli. «Per la prima volta, in occasione dell’evento di oggi, c’è stata una forte mobilitazione di tutti i plessi che hanno lavorato sul tema, facendo numerosi cartelloni e promuovendo incontri con la stampa», dice Sandra Fornai, dirigente dell’Istituto comprensivo «Iqbal Masih » di Bientina (Pisa). «La Laudato si’ non è passata sotto silenzio: c’è un’attenzione diffusa tra i ragazzi, soprattutto in alcune aree del nostro Paese, per una sfida che ci riguarda tutti da vicino », assicura don Tony Drazza, assistente ecclesiastico dell’Azione Cattolica per il settore giovani, ricordando la «grande capacità dell’Ac di coinvolgersi, anche in attività promosse da altri, e di contagiare».

Di essere cioè «lievito». «Già da tempo abbiamo la stessa passione che ha dimostrato Greta, per questo ci siamo ritrovati nel suo appello», confida Adelaide Iacobelli, segretaria nazionale del Msac, il Movimento studenti di Azione cattolica, che ha chiesto però di vivere questa «giornata di sensibilizzazione» tra i banchi di scuola: «Abbiamo inviato ai referenti dei nostri circoli materiali sull’enciclica e reso disponibili sul sito altri contenuti tematici che possono essere utilizzati in classe per approfondire l’argomento», racconta Iacobelli evidenziando tuttavia «che alcuni gruppi locali scenderanno in piazza e che nulla vieta, una volta usciti da scuola, di andare per le strade delle città a continuare la campagna di sensibilizzazione».

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/clima-tanti-cattolici-in-marcia