Il Presidente dell’Accademia Nazionale  “G. Merli”

 

                                                           5 giugno 2011 - Giornata mondiale dell’Ambiente

 

La giornata dell’Ambiente, in Italia, sta passando nella quasi più totale indifferenza della classe politica, della informazione scientifica e quindi della opinione pubblica, ma ciò che è ancor più grave, delle organizzazioni ambientaliste.

E’ questo l’anno, dedicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, alle foreste. 

Foreste come ecosistema mondiale, ma anche locale, come risorsa legno, ossigeno, vita, dimora della grandissima parte della biodiversità vegetale ed animale.

Il tema è di una scottante attualità, andrebbe messa mano ad una legislazione continentale a tutela di un bene che riguarda, come l’acqua, tutta l’umanità. Andrebbe, per questo organizzata una regia della stessa Organizzazione mondiale delle nazioni unite. Andrebbe istituita da parte del Parlamento italiano una commissione speciale per la rivisitazione di tutta la legislazione forestale nazionale che (come fu fatto per l’acqua all’epoca di Gianfranco Merli, deputato) desse vita ad un provvedimento di legge organico in materia di migliore tutela e utilizzo della risorsa forestale, quindi del suolo e di tutto quanto deriva da queste grandi politiche nazionali, che non possono essere più demandate solo alle Regioni ed alle autonomie locali.

Bisognerebbe aprire un grande dibattito nazionale sulla questione, scevro da interessi di parte, di demagogici localismi e di squallida bottega. Ma la politica va esattamente nella direzione opposta, le organizzazioni ambientaliste, quelle di utilità sociale, come quelle professionali e di categoria, non trovano interesse alcuno a modificare una situazione nella quale i boschi deperiscono e il suolo è in continuo dissesto, mentre su di essi si investono ingentissime risorse pubbliche, dalle Comunitarie alle regionali, destinante al più a produrre assistenzialismo.

La questione è planetaria, continentale e locale. Apprendiamo, in questi giorni, che le azioni di deforestazione attuate dall’uomo nelle grandi foreste africane, ma anche in quelle sud americane, cioè i polmoni di questo asfittico Pianeta intorno al quale la temperatura aumenta ormai in tempi rapidi, sono in diminuzione ma in costante e progressivo esercizio.

 

L’habitat per moltissime specie animali, anche i grandi mammiferi in via d’estinzione, scompare sotto gli occhi dell’umanità, ma non assistiamo ad azioni eclatanti che le grandi organizzazioni ecologiste-pacifiste inscenano in favore delle balene, per esempio in favore delle tigri, mentre siamo certi che si tace anche rispetto alla profonda alterazione che la continua deforestazione esercita sugli habitat che interessano la specie umana.

 

Come per le acque, anche per le foreste ambedue elementi vitali di primaria importanza, la Comunità internazionale si sta dimostrando incapace o impotente nel garantire un minimo di razionale equilibrio nel diritto al beneficio da parte dell’umanità intera.

 

In Italia, peraltro, dove perlopiù non si conosce neanche la differenza tra foresta e bosco, proprio in questi giorni dedicati al tema ambientale proposto dall’O.N.U. una mestierante classe politica e dirigente del Paese sta indirizzando il dibattito su i quesiti referendari, che almeno per quanto riguarda l’uso dell’acqua tanto interessano il Movimento Azzurro, senza che un chiaro dibattito politico dia la possibilità di esplicitare la vera essenza dei quesiti posti, fuorviando l’attenzione pubblica da quelli che dovrebbero essere i veri nodi da sciogliere rispetto alla questione gestione della risorsa idrica, tutti attinenti alla responsabilità politica in senso generale.

 

Ma questa è un’altra storia, direbbe un noto giornalista e scrittore di loschi affari italiani, localistica rispetto alle grandi questioni poste dai temi internazionali delle giornate mondiali dell’ambiente, però significativa di come si può sempre fuorviare l’interesse pubblico, soprattutto in assenza di una onesta testimonianza e di quel tanto in voga ruolo di “advocacy” deputato dalle istituzioni e dalla società civile alle Associazioni ed ai soggetti portatori di interessi della collettività.

Noi non vogliamo rinunciare a questo ruolo, ne vogliamo tradire il mandato che il fondatore Gianfranco Merli ed il Congresso costitutivo dell’Associazione hanno dato al Movimento Azzurro, testimoniando con la proposta, un ambientalismo consapevole della portata ecologica, economica, etica e morale delle questioni che riguardano l’uomo ed il creato.

 

 

                                                                  Rocco Chiriaco

                                                      Presidente nazionale onorario