Giornata Mondiale dell’Ambiente – 5 Giugno 2022

              MOVIMENTO AZZURRO

                  da Ecologia – Etica – Economia a Planet – People – and Profit

                                  

                    Giornata mondiale dell’ambiente                

     5 giugno 2022

 

Era il 1989, quando il mondo voltava pagina rispetto al dominante modello geopolitico succeduto agli accadimenti che avevano caratterizzato il xx secolo ed alle implicazioni che ne erano succedute in termini sociali, economici, ambientali ed antropologiche.

In quello stesso anno, grazie a Gianfranco Merli, unanimemente riconosciuto padre dell’ecologia italiana e precursore in Europa di questo impegno politico, davamo vita ad un movimento ambientalista che proponesse un nuovo approccio alla questione ecologica, rispetto alle posizioni ecologiste dell’ambientalismo tradizionale, per affrontare in modo consapevole e responsabile le questioni che avrebbero interessato l’intero Pianeta alle soglie del terzo millennio.

La consapevolezza del fatto che la questione ambientale sarebbe divenuta nel breve periodo la problematica centrale di ogni politica e per ogni forma di governo, indusse gli ambientalisti cattolici, uniti dalla medesima formazione, a costituirsi nell’associazione Movimento Azzurro al fine di testimoniare l’impegno teso ad affermare un’etica ispirata ai valori della solidarietà, nel rispetto delle comuni risorse ambientali e della giusta aspirazione di progresso e di benessere della società civile e dei popoli tutti.

Il progetto si concretizza nel 1992, lo stesso anno in cui l’Organizzazione delle Nazioni Unite promuove il vertice mondiale di Tokio sullo stato di salute della Terra, il Movimento Azzurro tiene il suo primo Congresso nazionale, approvando all’unanimità il manifesto del Presidente Merli fondato su tre pilastri “ Ecologia – Etica – Economia”.

L’iniziativa fu dirompente nello scenario ambientalista italiano ed in quegli anni gli ambienti politici ed istituzionali, ma anche gli ambienti cattolici, compresero che la portata della questione ambientale aveva già assunto una dimensione planetaria e che la semplice protesta indirizzata verso la conservazione dello status quo in natura, aveva bisogno di una innovativa proposta di sostenibilità che coniugasse l’esigenza di sviluppo, l’economia e la tutela della casa comune del genere umano e della vita biologica, in chiave etica.

I frequenti e diffusi fenomeni di inquinamento ambientale ed i cambiamenti climatici poi maggiormente evidenziatisi, anche a causa delle modificazioni degli stili di vita che nel mondo  incalzavano; nonché gli stravolgimenti territoriali preconizzati, ancora di più oggi impongono una riflessione ed un dibattito critico sullo stato dell’ambiente e le problematiche che lo investono, nonché la ricerca di soluzioni tese ad arginare il fenomeno. Tale condizione, in generale, si riflette sul tema delle relazioni e dell’intimo rapporto tra l’uomo e la natura, ponendo l’attenzione sui risvolti morali della cosiddetta “ crisi ecologica”.

Tutti gli ultimi appuntamenti internazionali fissati attraverso Conferenze internazionali sui temi ambientali, da Rio de Janeiro in poi, sino alla Conferenza di Parigi sul clima, COP 21, alla quale abbiamo aderito come sottoscrittori dell’iniziativa seguita per l’Italia dal Ministero dell’Ambiente, non hanno sortito i risultati sperati, almeno nella maniera desiderata.

Parigi avrebbe dovuto segnare una tappa decisiva nei negoziati del futuro accordo internazionale per il dopo 2020, con l’adozione dei grandi orientamenti, come deciso a Durban prefiggendo lo scopo che tutti i paesi, fra cui i maggiori emettitori di gas a effetto serra – paesi sviluppati nonché paesi in sviluppo – fossero impegnati da un accordo universale costrittivo sul clima.

Esso avrebbe dovuto trovare un equilibrio tra l’approccio di Kyoto – una divisione matematica degli impegni di riduzione delle emissioni, a partire da un comune limite massimo consentito – e quello di Copenhagen, un insieme di impegni nazionali non costrittivi e senza caratteristiche paragonabili. Purtroppo quasi nessuno degli obiettivi prefissati si è pienamente concretizzato, generando delusione tra gli ambientalisti e mancanza di fiducia tra le popolazioni maggiormente interessate al risanamento ambientale attraverso una riconversione ecologica.

In questo stesso clima che voleva essere di speranza per l’umanità, rimane un faro acceso, quasi premonitore, l’enciclica sull’ambiente di Papa Francesco, Laudato sì…

A lungo l’ambiente è stato considerato come un oggetto privo di valore (morale), da sfruttare a piacimento del genere umano e senza limiti. Sembrava, però, profilarsi un cambiamento del pensiero e della cultura che tendesse ad orientare le scelte scientifiche, tecnologiche e politiche in una prospettiva di sostenibilità. Le implicazioni di carattere etico sollevate dai problemi ambientali e legate alla necessità di non arrestare lo sviluppo tecnologico, bensì di farlo avanzare tenendo conto della persona e della qualità della vita

sono infatti estremamente complesse e coinvolgono aspetti materiali, sociali, scientifici, filosofici, educativi e culturali.

La questione ambientale, d’altronde, non può essere considerata solo in termini tecnico- scientifici o puramente economici, o come problema appartenente solo ad alcuni gruppi sociali: essa al contrario va coinvolgendo la società in tutte le sue articolazioni e si presenta in modo sempre più esteso come una questione culturale ed etica.

Però, in quest’ultimo trentennio, nonostante le manifestazioni di buona volontà espresse dalla Comunità internazionale per trovare soluzioni alle questioni più cogenti sullo scacchiere ambientale, come detto, da Rio de Janeiro nel 1992, non si è trovato ancora un univoco punto di vista su decisioni che perseguano il bene comune, rispetto agli egoismi della minoranza dei Paesi ricchi verso la stragrande maggioranza di quelli poveri, tant’è che la moderna filosofia dell’ambientalismo di professione, il cosiddetto “Green”, non essendo mai di fatto riuscita ad approcciare all’elemento Etico della tre “E” , propone il passaggio ad una nuova “ etica”, sostituendo le tre E di “Ecologia-Etica- Economia , con le tre P , più anglosassoni, di “Planet – People – and Profit”.

Si coglie allora immediatamente che quella dell’ambiente non vuole essere affrontata come una problematica propriamente antropologica e, proprio per questo, una problematica specificamente morale: nell’ambiente non è in gioco semplicemente la natura come tale, ma è in gioco l’uomo stesso, la sua verità e la sua dignità.

In realtà, nel modo in cui l’uomo si rapporta all’ambiente, ci è dato di cogliere quale tipo di “signoria” l’uomo stesso esercita nei confronti delle realtà create e dunque, della sua stessa “casa”.

Da una parte esiste una signoria che viene intesa e vissuta come “dominio assoluto e arbitrario”, dall’altra esiste, e deve esistere, anche una signoria che si qualifica come “responsabilità” vissuta all’insegna della saggezza umana, anzi dell’amore. Sì, perché la propria “casa” merita di essere amata, dove per propria casa si può intendere: la propria città, il proprio paese, il proprio ambiente, quel patrimonio di beni naturali e culturali dei quali oggi viviamo e che saranno gli elementi essenziali della vita dei nostri figli, delle future generazioni.

“La protezione dell’ambiente, delle risorse e del clima richiede che tutti i responsabili internazionali agiscano congiuntamente, nel rispetto della legge e promuovendo la solidarietà nei confronti delle regioni più deboli del pianeta”;

“Possiamo dare vita a uno sviluppo umano integrale vantaggioso per tutti i popoli, presenti e futuri, uno sviluppo che si ispiri ai valori della carità nella verità”;

“Perché ciò si avveri è essenziale che il modello corrente di sviluppo globale si trasformi mediante una più vasta e condivisa accettazione della responsabilità per il Creato, ciò è necessario non solo per i fattori ambientali, ma anche per lo scandalo della fame e della povertà” nel mondo.

L’esperienza vissuta dai primi ambientalisti cattolici, riuniti in associazione di Protezione Ambientale, riconosciuta dallo Stato italiano ed identificatasi come Movimento Azzurro associazione d’ispirazione cristiana, va esattamente nella direzione della affermazione della centralità dell’uomo rispetto alla risorsa ambientale, ma certamente anche rispetto a tutte le responsabilità che da questa centralità derivano.

D’altronde cos’e l’ambiente se non la somma; la risultante, delle azioni umane sull’habitat naturale.

Movimento Azzurro – Ecosezione Catania

Monitoraggio della contaminazione ambientale costiera nel litorale settentrionale del Golfo di Catania, tramite l’uso della specie bioindicatrice Mytilus galloprovincialis.

Progetto realizzato da – Movimento Azzurro Ecosezione Frigia Catania e UNI Catania;

Dott. Giovanni Barbagallo Presidente Ecosezione Movimento Azzurro Frigia Catania e Responsabile Tecnico del progetto ;

Prof.ssa Margherita Ferrante UNI-CT Responsabile Comitato Scientifico Nazionale Movimento Azzurro;

Continuano le escursioni naturalistiche con percorsi educativi-sensoriali del Movimento Azzurro Campania-Ecosezione Caserta

Escursioni naturalistiche con percorsi educativo-sensoriali a favore di scuole, famiglie,gruppi,anziani, disabili (con possibilità di deambulazione)in un’ottica di accrescimento delle conoscenze del territorio e soprattutto della percezione autentica e ravvicinata della natura, in collaborazione con i Carabinieri Forestali presso l’UTB di Ischitella.

Operazione Mediterraneo

Roma, 15.09.21

COMUNICATO STAMPA

E’ INIZIATO A ROMA IL PRIMO CORSO EUROPEO PER L’ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Venerdì 10 e sabato 11 settembre 2021 presso le aule del Dipartimento di Chimica dell’Università La Sapienza è iniziato il percorso didattico-scientifico per formare i primi Genieri della protezione ambientale e climatica, previsti come futuri collaboratori e assistenti di comuni e di altri enti territoriali in previsione di eventi meteoclimatici sempre più estremi e di altri fenomeni connessi all’inevitabile aumento della temperatura terrestre.

E’ questa la prima risposta concreta nata in Italia per preparare i cittadini all’inevitabile adattamento ai cambiamenti climatici.

In base alle previsioni degli scienziati sul Mediterraneo il clima sarà sempre diverso rispetto al passato, con uragani fino a poco fa collegati solo sugli oceani, ad improvvisi e violenti nubifragi, a lunghi periodi di siccità, a temperature torride, all’inevitabile acidificazione dei mari, nonché a malattie nuove che possono sorgere a causa della presenza di nuovi focolai d’infezione causati da insetti una volta relegati in aree diverse da quelle europee. In questo scenario certamente non allegro le associazioni: Accademia Kronos, Mare Vivo, Movimento Azzurro, Società Italiana di Geologia Ambientale e Ecoitaliasolidale in uno studio comune durato un anno, hanno constatato che moltissime, se non tutte, le città italiane sulla base dei cambiamenti climatici sono inadeguate ed impreparate ad affrontare fenomeni meteo-climatici estremi.

Da qui la necessità di formare nuove figure professionali che dovranno a breve assistere amministrazioni pubbliche territoriali e singoli cittadini. In tutto questo la risposta non si è fatta attendere ed è arrivata dal Dipartimento di Chimica della Sapienza grazie soprattutto agli scienziati della Sapienza: Luigi Campanella e Luciano Galantini che hanno accolto la richiesta delle associazioni ambientaliste per creare un percorso formativo verso professioni adeguate per i prossimi scenari climatici terrestri e in particolare mediterranei. E’ nato cosi il primo corso sperimentale all’interno della Sapienza per creare i “genieri della protezione ambientale e climatica. Figure queste che si spera verranno presto richieste da enti territoriali come i comuni per essere inserite in questa delicata fase della transizione verso l’adattabilità ai cambiamenti climatici.

Grazie all’invito delle associazioni ambientaliste, venerdì scorso da ogni parte d’Italia sono giunti giovani, già laureati in discipline scientifiche, per partecipare a questo corso sperimentale (foto). Viste le grandi richieste è prevista la possibilità di organizzare altri turni per l’anno prossimo.

Alcune università straniere si sono interessate a questa iniziativa e presto faranno la stessa cosa nei loro Paesi. A giorni dalla Serbia giungeranno a Roma i dirigenti dell’ateneo “University Business Academy in Novi Sand” per verificare la validità di questo corso sperimentale per poi realizzarlo nel loro ateneo.

Il corso al Dipartimento di Chimica della Sapienza affronta molti temi, da quelli scontati ambientali e climatici, a quelli economici e di progettazione progetti finanziabili a livello internazionale, fino ad aspetto socio-sanitari.

In previsione della prossima estate gli organizzatori del corso prevedono di coinvolgere i Carabinieri Forestali per formare questi genieri della protezione ambientale e climatica nella prevenzione e lotta agli incendi boschivi.

Sulla base di tutto ciò al prossimo summit mondiale sul clima che si terrà a novembre a Glasgow, l’Italia porta un esempio concreto di come ci si prepara ad affrontare l’inevitabile adattamento ai cambiamenti climatici.

Ulteriori informazioni relative al dopo corso

Terminata l’esperienza formativa alla Sapienza il programma per diventare Geniere della protezione Ambientale e Climatica prevede un ulteriore percorso di specializzazione, in particolare:

  • Incontro alla Casaccia, centro ENEA, per vedere gli ultimi risultati delle ricerche sulle energie rinnovabili. Forse a novembre di quest’anno. Incontro a costi zero.
  • Incontro con la Direzione dell’ANCI, per comprendere il funzionamento   dei comuni e le attività da intraprendere in caso di emergenze meteoclimatiche. Incontro a costi zero.
  • Stage presso i Carabinieri Forestali per la prevenzione e lotta agli incendi boschivi. Il periodo potrebbe essere dopo le festività di Natale del 2022. A seguito di questo stage si diventerebbe Sentinelle dei Boschi, una figura ufficialmente riconosciuta dalla Protezione Civile per il monitoraggio ambientale e per la prevenzione e la lotta agli incendi boschivi (Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dip. Protezione Civile 05.11.02 – Prot. N. DPC/VRE/0048218). Lo stage è gratuito.
  • Stage a Napoli nella prossima primavera presso la storica Stazione di Zoologica Marina Anton Dohrn per l’assistenza alle tartarughe marine ferite e ai cetacei spiaggiati. Anche qui questa figura “Sentinella dei Mari” è riconosciuta dalle Capitanerie dei porti. Questo stage però non è gratuito.

Grazie per l’attenzione.

Filippo Mariani

Mission Mediterraneo: via A. da Sangallo n.10/a – 01037 Ronciglione(VT) – 338.8513915

Email: ak@accademiakronos.it